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Intervista ad Antonio Pellegrini e presentazione del suo libro “Miles Davis in Italy”

La redazione di wikijazz intervista Antonio Pellegrini.

Come hai incontrato la musica jazz? 
Lo zio di mia mamma lavorava sulle navi mercantili e andava in giro per il mondo. Era un appassionato di jazz, in particolare di Glenn Miller e delle grandi orchestre jazz americane. Da lui ho cominciato a sentire parlare della musica jazz. Poi, da ragazzo, quando facevo le scuole superiori, ho iniziato a leggere la rivista Musica, Rock & Altro, che era un allegato de La Repubblica. Pubblicavano tutte le settimane recensioni di grandi album del passato da riscoprire. Sono venuto così a conoscenza di Kind Of Blue e l’ho comprato. Da lì è nata la passione per il jazz.
Che cos’è per te la musica jazz?
E’ semplicemente musica. Non condivido il fatto che il jazz sia un genere difficile da ascoltare, per pochi. Ci sono vari sottogeneri e tanti musicisti, alcuni più accessibili e altri meno. Io amo la buona musica, che sia rock, jazz, pop, elettronica o quant’altro. Non sono "talebano" con l’arte delle sette note, purché sia fatta bene.
Come nasce l’idea e la genesi di questo libro?
Miles Davis è uno dei miei artisti preferiti in assoluto. Scrivo biografie musicali da dieci anni. A un certo punto, ho sentito che era il momento giusto per dedicarmi a Miles, anche in vista del centesimo anniversario dalla nascita nel 2026. Il volume è una biografia complessiva di Miles, che include anche argomenti curiosi e poco noti, e ha la sua unicità nell’essere il primo libro che racconta anche i live italiani. Per far questo è stato importante frugare negli archivi e raccogliere testimonianze. 
Quanto tempo ha richiesto la ricerca e la stesura di questo libro?
Tre anni.
Ci sono delle storie, degli aneddoti o retroscena che hai scoperto durante la scrittura del libro ?
Tantissimi. Ne cito qui due. Ho intervistato due musicisti italiani che hanno aperto due suoi concerti degli anni Ottanta: Gianluca Mosole e Paolo Carletto, e mi hanno raccontato dettagli interessanti dietro le quinte. L’altra curiosità è questa: ho messo insieme alcuni stralci di interviste ai familiari di Davis, e ne esce fuori un ritratto completamente diverso dalla immagine pubblica del suo personaggio!
Quali aspetti del mondo del jazz vorresti esplorare in futuro?
Ho alcune idee, ma non ho ancora preso decisioni.
5 dischi di musica jazz che consigli di ascoltare ai tuoi lettori? 
5 sono pochi! Elencherò 5 che mi piacciono molto, anche se gli appassionati di jazz immagino li conoscano bene.
- Kind Of Blue - Miles Davis
- On The Corner - Miles Davis
- My Favorite Things - John Coltrane 
- My Foolish Heart - Jarrett Keith, Peacock, Dejohnette
- Una raccolta di Charlie Parker
C’è qualcosa che vorresti dirci che non ti abbiamo chiesto? 
Sì. Andate a sentire i concerti di musica jazz, sono bellissimi!
Ad esempio, ci sarà questa estate Marcus Miller a suonare con alcuni dei musicisti che negli anni Ottanta accompagnarono Davis.

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