My Dylan Pages

Paolo Botti
Caligola Records
2026

Recorded by Paolo Botti at Botti’s Basement, Milan, Italy, in April 2026; mixed, edited and mastered by Enrico Terragnoli at Greedy Little Sisters Studio, Verona, Italy, in June 2026.
Cover art by Margherita Botti. Photos by Tiziana Grassi. Graphic achievement by Giorgio Finamore. 


Il nono album di Paolo Botti pubblicato da Caligola segna un ritorno alla dimensione solistica, a sette anni da Lomax Lives!, realizzato alla guida di un nonetto. Una formula già esplorata nel 2010 con Angels & Ghosts, dedicato alla musica di Albert Ayler, che in My Dylan Pages si arricchisce di nuove possibilità espressive e di una tavolozza sonora ancora più ampia. Partito come virtuoso della viola, Botti ha progressivamente ampliato il proprio universo strumentale, arrivando in questo progetto a utilizzare uno strumento diverso per ciascuno dei dieci brani. Accanto a quelli già impiegati in passato compaiono violoncello, violino e diverse chitarre, in un percorso di continua ricerca timbrica. Come suggerisce il titolo, il disco è un omaggio a Bob Dylan, figura centrale nella formazione musicale e umana del musicista. Non una semplice raccolta di cover, ma una rilettura intima e personale, nella quale le canzoni perdono la dimensione vocale per rivelare, attraverso gli strumenti, la loro essenza più profonda. Otto dei dieci brani sono medley, pensati come parti di un unico flusso musicale, da ascoltare preferibilmente senza interruzioni. A completare il percorso, una composizione di Woody Guthrie, fondamentale fonte d’ispirazione per lo stesso Dylan. Nelle note di copertina Botti racconta il legame con queste canzoni, nate dai ricordi d’infanzia e dai viaggi in automobile con i genitori, accompagnati da una vecchia audiocassetta di Joan Baez. Un amore mai abbandonato, anche durante gli anni dedicati allo studio della musica colta e alla pratica jazzistica, e al quale oggi sente il bisogno di tornare. My Dylan Pages diventa così un viaggio nella memoria e nelle proprie radici musicali, filtrato attraverso le molteplici esperienze maturate nel tempo. Una rilettura che può sorprendere gli appassionati di Dylan, ma che proprio nella scelta di non cantarne le parole trova la sua originalità: Botti ne restituisce lo spirito attraverso interpretazioni libere, suggestive e profondamente personali.

Musicisti e strumenti

  • Paolo Botti plays: bowed banjo #1, mandocello #2, viola #3, guitar #4, banjo #5, electric viola #6, tenor guitar #7, violin #8, dobro #9, cello #10

Vai al musicista

Titoli dei brani, durata e compositore

  1. Blowin’ in the Wind
  2. Maggie’s Farm / A Hard Rain’s a-Gonna Fall
  3. It’s All Over Now, Baby Blue / My Back Paged
  4. Farewell, Agenlina / Tangled Up in Blue / Don’t Think Twice, It’s All right
  5. Like a Rolling Stone / Sad Eyed Lady of the Lowlands
  6. Ballad of a Thin Man / The Times They Ara a-Changin’
  7. Mr. Tambourine Man / Desolation Row
  8. Time Passes Slowly - 3:27
  9. Masters of War/It’s All Right,Ma(I’m Only Bleeding)/Rainy Day Women #12 & 35 - 5:53
  10. Deportee (Plane Wreck at Los Gatos) / Knockin’ on Heaven’s Door - 4:11

All songs by Bob Dylan except Deportee (Plane Wreck at Los Gatos) by Martin Hoffman and Woody Guthrie 

Video

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