Zec

Claudio Cojaniz - Antonino Puliafito
Caligola Records
2026

Recorded, mixed and mastered in March 2025 by Francesco Blasig, at East Land Recording Studio, Cormons (Gorizia), Italy, in March 2025. Cover design by Marianna Puliafito. Graphic art by Giorgio Finamore. 


"Se consideriamo gli album fisici e digitali, «Zec» è il ventesimo lavoro di Claudio Cojaniz pubblicato da Caligola. Iniziata nel 2004, la collaborazione con il pianista di Palmanova, fra le voci più significative del jazz italiano degli ultimi decenni, è oggi quanto mai viva e proficua. Quella del duo è fra le formazioni più amate da Cojaniz. Questo è infatti il sesto disco che lo vede dialogare in modo paritetico con un altro musicista. Lo aveva già fatto con il trombone di Giancarlo Schiaffini, con le ance di Francesco Bearzatti, con i contrabbassi di Franco Feruglio e di Alessandro Turchet. Il violoncello di Antonino Puliafito – componente dell’orchestra del Teatro La Fenice – che lo affianca in «Zec», rappresenta un’inattesa novità ma non solo, ricuce il cordone ombelicale del pianista, di formazione classica e poi tenacemente jazzista, con le sue origini euro-colte. Qui ritroviamo atmosfere nostalgiche e riflessive (Mixed Funeral, Little War), melodie cantabili (Bushman Dance, Black Sea), soprattutto ritmi lenti, con le dovute eccezioni naturalmente. Lo sono la quasi atonale Zec, che dà il titolo al disco, il cui furore espressivo è ben sottolineato dall’ostinato pizzicato del violoncello, la danzante “L’elegia Malibran”, unica composizione già edita (la si può ascoltare anche in «Balkan Blues Piano», pubblicato in digitale nel 2020), e il brano che chiude l’album, Venerdì, che parte con un incalzante ritmo di marcia per poi passare ad un blues intriso di swing. Siamo di fronte, a poco più di un anno da «Cracking», all’ennesima prova di maturità del pianista friulano, protagonista schivo ed atipico del nostro jazz. Cojaniz persegue la sua ricerca dell’essenziale, con l’obiettivo di eliminare il superfluo. Il suo jazz è oggi più vicino alla poesia che non alla prosa. Riprendiamo a tal proposito un passo da una sua recente intervista: “… la tecnica è importante per poter dire, come le parole per poter pensare, ma è il sentimento che dà l’impronta e il significato ai suoni come alle parole. In sostanza lascio gli standard a musicisti molto più preparati di me su questo punto, e percorro strade più intime e sincere …”. Immaginiamo che molti saranno curiosi di conoscere il significato di Zec, che è una parola uzbeka che rappresenta “un prigioniero che tenta di liberarsi, anche se con fatica…”; forse è una metafora del difficile periodo che stiamo vivendo, ma allo stesso tempo un invito a non cedere alla rassegnazione."

Musicisti e strumenti

  • Claudio Cojaniz - piano
  • Antonino Puliafito - cello

Titoli dei brani, durata e compositore

  1. L’elegia Malibran - 5:14 
  2. Mixed Funeral - 5:34
  3. Bushman Dance - 5:17
  4. Zec (J.D. Temptation) - 2:46 
  5. Little War (a Gianna e Michele) - 6:17
  6. Black Sea - 5:18
  7. Venerdì - 3:29

All compositions by Claudio Cojaniz

Video

I vostri commenti

Non ci sono ancora recensioni per questa pagina

Il campo COMMENTO è obbligatorio
Il campo FIRMA è obbligatorio
Il campo EMAIL è obbligatorio

Inserisci il tuo nome per firmare il commento. La tua email non sarà mostrata al pubblico.