Liberare il tempo. Paul Bley e la trasformazione del jazz
Ean: 9788822908421
Pagine: 192
Traduzione di Gabriele Zobele
Prefazione di Stefano Zenni
Introduzione all’edizione italiana di David Lee
Con una nota di Antonio Zambrini
Nel vivace e tumultuoso mondo del jazz, Paul Bley emerge come un musicista impossibile da incasellare. Non appartiene a nessuna scuola precisa, non si può collocare in un’area stilistica definita e il suo percorso creativo non segue uno sviluppo lineare. Lo ritroviamo in tanti momenti chiave della storia: pioniere del free jazz al pianoforte, tra i primi a sperimentare l’improvvisazione con i sintetizzatori, esploratore audace della multimedialità audio-video, guida della Jazz Composers Guild – la prima associazione di jazzisti d’avanguardia – e fondatore di un’etichetta indipendente, la Improvising Artists Inc. È stato un modello per grandi pianisti, come Keith Jarrett, che lo ammirava e nei primi anni Settanta suonava ancora come il Bley di dieci anni prima. Eppure resta una figura sfuggente, quasi sfocata. La sua autobiografia è preziosa: mette ordine nella vita di un artista poliedrico e regala testimonianze uniche dall’interno del mondo della musica.
"Non c’è niente di più difficile che spingere davvero una musica ad andare al di là dei propri limiti. Io lo so, perché ci ho provato".
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